Iperammortamento 2026: cos’è e come funziona
- Gruppo E43

- 3 giorni fa
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Aggiornamento: 1 giorno fa

Con la Legge di Bilancio del 30 dicembre 2025 è stato introdotto un nuovo e rilevante strumento a supporto degli investimenti delle imprese: l’Iperammortamento 2026.
La misura rappresenta un cambio di passo rispetto al passato e segna ufficialmente la fine di Transizione 5.0 che ha cessato la sua validità a fine 2025.
In questo articolo faremo chiarezza su cos’è l’iperammortamento, come funziona, quali vantaggi offre e quali aspetti valutare con attenzione.
Indice:
Che cos’è l’iperammortamento?
L’iperammortamento è una misura fiscale introdotta per incentivare gli investimenti delle imprese in beni strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico, legati alla digitalizzazione e all’automazione dei processi produttivi.
Il meccanismo consente di maggiorare fiscalmente il costo di acquisto di un bene, aumentando così la quota di ammortamento deducibile dal reddito imponibile In altre parole, l’azienda può dedurre più di quanto abbia effettivamente speso, ottenendo un risparmio fiscale distribuito nel tempo.
È importante chiarire che:
non si tratta di un contributo a fondo perduto
non è un credito d’imposta
il beneficio si manifesta come riduzione delle imposte grazie a maggiori costi deducibili
Come funziona il vantaggio fiscale dell’iperammortamento?
Il cuore dell’iperammortamento è la maggiorazione del valore fiscale del bene. A fronte di un investimento reale, la normativa consente di aumentare il valore su cui calcolare l’ammortamento, con un effetto diretto sulla riduzione del reddito imponibile.
Il vantaggio non è immediato, ma:
progressivo, perché distribuito lungo la vita utile del bene
proporzionale all’aliquota fiscale dell’impresa
più rilevante per investimenti di importo elevato e con orizzonte temporale medio-lungo
Un esempio semplificato aiuta a comprendere il meccanismo:
costo del bene: 100.000 €
maggiorazione iperammortamento: +180%
valore fiscale ammortizzabile: 280.000 €
L’impresa continuerà ad ammortizzare il bene secondo le regole ordinarie, ma su un valore fiscalmente più elevato, ottenendo maggiori quote deducibili e quindi un risparmio fiscale distribuito nel tempo.

Quali sono le aliquote per l’iperammortamento?
L’iperammortamento si concretizza in una maggiorazione della quota di ammortamento, articolata in tre fasce in base all’ammontare dell’investimento:
Fino a 2,5 milioni di euro → maggiorazione del 180%
Da 2,5 a 10 milioni di euro → maggiorazione del 100%
Da 10 a 20 milioni di euro → maggiorazione del 50%
Una struttura che rende l’Iperammortamento particolarmente interessante anche per grandi investimenti industriali, se correttamente pianificati.
Chi può beneficiare dell’iperammortamento?
L’iperammortamento è riservato ai soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive situate in Italia.
Possono accedere all’agevolazione, indipendentemente da forma giuridica e dimensione:
società di capitali e di persone
imprese individuali
cooperative ed enti commerciali
La spettanza del beneficio è subordinata al rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi contributivi nei confronti dei lavoratori.
Non possono beneficiare dell’iperammortamento:
lavoratori autonomi e contribuenti forfetari
imprese agricole che determinano il reddito su base catastale
società semplici
imprese in liquidazione, fallimento o altre procedure concorsuali
imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001

Quali beni rientrano nell’iperammortamento?
L’iperammortamento riguarda principalmente beni strumentali materiali nuovi, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.
Rientrano nell’agevolazione, in particolare:
macchinari, impianti e attrezzature ad alto contenuto tecnologico
beni integrati nei processi di automazione, controllo e digitalizzazione
sistemi in grado di interagire e scambiare dati con i sistemi informativi aziendali
In questo perimetro si collocano anche gli impianti fotovoltaici, sempre più frequentemente integrati nei processi produttivi delle imprese e agevolabili quando progettati nel rispetto dei requisiti tecnici e normativi previsti dalla misura.
Elemento centrale è il requisito di interconnessione, che consente al bene di dialogare con i sistemi di produzione e gestione dell’impresa, motivo per cui è sempre necessario verificare caso per caso la coerenza tecnica dell’investimento con i requisiti normativi.
Iperammortamento e cumulabilità con altri incentivi
L’iperammortamento è cumulabile con altre agevolazioni, finanziate con risorse nazionali o europee, che riguardino i medesimi investimenti, a precise condizioni.
In particolare:
non è possibile applicare più benefici sulla stessa quota di costo di un investimento
la somma complessiva delle agevolazioni non può in alcun caso superare il costo effettivamente sostenuto
la base di calcolo dell’iperammortamento deve essere determinata al netto di eventuali contributi o sovvenzioni già ricevuti per le stesse spese
L’iperammortamento non è invece cumulabile con il credito d’imposta per investimenti Industria 4.0 o 5.0: se un investimento rientra nel credito d’imposta, non può beneficiare anche dell’iperammortamento.
Esempio pratico:
Una società manifatturiera investe in un impianto produttivo per un valore di 250.000 euro e beneficia di un contributo pubblico a fondo perduto di 50.000 euro.
In questo caso, l’iperammortamento potrà essere calcolato solo sulla quota residua di 200.000 euro, evitando che la stessa parte di investimento venga agevolata più volte.

Differenza tra Iperammortamento e Transizione 5.0
L’Iperammortamento sostituisce quindi Transizione 5.0, ampliandone in modo significativo la platea dei beneficiari e le tipologie di investimenti agevolabili.
A differenza della precedente misura:
Possono accedere tutte le aziende attive in Italia, incluse quelle energivore (in precedenza escluse);
Sono agevolabili beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale;
Rientrano nell’incentivo anche impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo, senza vincoli di “intervento trainante”;
È ammesso anche l’autoconsumo individuale a distanza, ampliando notevolmente le possibilità applicative.
Decreto attuativo e massimali di spesa: cosa sappiamo oggi
È attualmente in corso la fase di concertazione tra MIMIT e MEF, che porterà alla pubblicazione del decreto attuativo, successivamente alla registrazione da parte della Corte dei Conti.
Dalle prime anticipazioni emergono alcuni elementi chiave:
gli impianti fotovoltaici dovranno essere dimensionati entro il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva
i massimali di spesa previsti oscillano:
da 840 €/kW per grandi impianti
fino a 1.420 €/kW per impianti sotto i 20 kW
Il quadro definitivo sarà disponibile solo con il decreto, ma è fondamentale arrivare preparati.

Iperammortamento e fotovoltaico: requisiti tecnici e criticità del mercato
L’agevolazione sugli impianti fotovoltaici è subordinata al rispetto di requisiti ben precisi.
In particolare, i moduli devono rientrare nelle categorie b) e c) del Decreto Legge 181 del 9 dicembre 2023, ovvero:
moduli prodotti in Unione Europea con efficienza di cella ≥ 23,5%;
moduli bifacciali a eterogiunzione di silicio con efficienza ≥ 24%.
Questa limitazione ha acceso un forte dibattito nel settore. Attualmente, infatti, un solo produttore europeo sembra soddisfare pienamente tali caratteristiche, con evidenti ripercussioni su:
concorrenza di mercato;
disponibilità dei moduli;
potenziale incremento dei prezzi, nonostante i massimali di spesa fissati dal decreto.
Perché una consulenza è fondamentale per sfruttare l’iperammortamento
L’iperammortamento è una misura ad alta complessità tecnica e fiscale. Errori di interpretazione, progettazione o documentazione possono compromettere l’accesso all’incentivo o generare contestazioni successive.
Per questo è fondamentale affidarsi a una consulenza specializzata, capace di integrare:
analisi normativa
valutazioni tecniche ed energetiche
progettazione degli interventi
corretta gestione documentale nel tempo
Un approccio strutturato consente alle imprese di trasformare un incentivo potenzialmente complesso in un reale vantaggio competitivo, riducendo i rischi e migliorando la qualità delle decisioni di investimento.
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